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eCommerce Italia 2019 fatturato +17% e vale 48,5 miliardi

eCommerce italiano: prima e dopo il Covid impact

Il mercato eCommerce italiano sta maturando e di certo il periodo della quarantena, causata dall’emergenza Covid19 dei primi mesi del 2020, ha rappresentato uno stimolo importante per la crescita del settore; ma ancor prima dell’accelerazione del “Covid impact” il settore dell’eCommerce in Italia era in salute e in crescita, come dimostrano le analisi sul settore.

I dati sull’eCommerce in Italia: 2019 e proiezioni 2020

I dati sintetizzano in cifre un mondo che crea valore e abbraccia differenti segmenti, i cui numeri nel 2019 sono stati tutti in aumento: Tempo libero (+21%), Turismo (+7%), eCommerce dei Centri commerciali (+25%) Salute e bellezza (+27%), Food (+19%), Elettronica di consumo (+17%) Moda (+16%). Alcuni segmenti sono già maturi, come il Turismo, altri vedono ampio margine di sviluppo durante questo 2020 cruciale e nei prossimi futuri. Questo che stiamo vivendo è da tutti definito l’anno della conversione digitale italiana dei consumi: “Il problema della crescita per alcuni operatori nel 2020 non saranno i clienti, ma la capacità logistica di fargli fronte – si legge nel report E-commerce in Italia 2020, Vendere online ai tempi del Coronavirus – Molti operatori hanno infatti smesso di pagare pubblicità durante il periodo di quarantena essendo arrivati a saturazione delle capacità operative”.

Quanto vale l’eCommerce oggi in Italia?

L’eCommerce oggi in Italia vale 48,5 miliardi di euro, con una crescita del 17% sul 2018. La percentuale delle aziende italiane che opera nelle vendite online è il 12% (79% di loro lo fa in ambito consumer), e le previsioni dicono che il commercio tricolore si sposterà sempre più sul web e la percentuale salirà notevolmente, anche grazie a due fattori chiave, possiamo dire “necessari e imposti” dalle attuali esigenze sanitarie:

  1. Esperienza di acquisto del consumatore testata durante la quarantena anche da chi non comprava online o lo faceva scarsamente: un esempio su tutti è il traffico internet aumentato per i siti della grande distribuzione (oltre il 250%) e il food delivery.

2) Scelta del business di coloro che dispongono solo di uno store fisico e di coloro che hanno uno store sia fisico che online: l’esperienza della quarantena ha fatto crollare le vendite dei negozi fisici, mentre chi possedeva entrambe le opzioni ha concretamente toccato con mano l’aumento degli ordini (via pc e via smartphone). Molto dell’invenduto dei negozi fisici potrebbe spostarsi nei prossimi mesi sull’on line e le aziende dunque si convertiranno all’eCommerce. Inoltre, le aziende che hanno il doppio canale potranno creare maggiore fusione fra le due esperienze di acquisto, come l’ordine online e la consegna in punto vendita, o atre strategie. Come si legge nel report: “a fronte di un aumento inaspettato della domanda online, l’intera filiera dell’ecommerce, dai merchant alla logistica, sta moltiplicando le risorse per soddisfare le richieste in continua crescita”.

Sicuramente, però, a fronte di tanta potenzialità, l’eCommerce italiano dovrà fare i conti anche con la risoluzione di alcuni punti critici:

– Ottimizzazione dei magazzini e logistica

– Ottimizzazione dei costi di spedizione

– Strategie di vendita multicanali

– Scelta dei canali di vendita online (eCommerce di proprietà o marketplace)

– Promozione online del brand (Quali strumenti? Quali costi/benefici?)

– Opzioni di pagamento snelle e sicure (carta di credito, ad oggi in Italia la più usata col 28% di transazioni sul totale; PayPal, digital wallet, bonifico, contrassegno)

– Penetrazione sui mercati esteri

Tutti questi temi con i quali le aziende dovranno confrontarsi saranno descritti approfonditamente in questo blog nelle prossime pubblicazioni.

Fonte: Casaleggio Associati 2020


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