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Comparto Moda: l’eCommerce è la strada della ripresa

Nell’anno dei lockdown e del calo delle vendite in negozio non è stato risparmiato quasi nessun comparto, men che meno quello della moda, ma le aziende che hanno potuto contare sul canale eCommerce sono riuscite a navigare, arrivando a fine 2020 senza affondare.

Comparto moda e lockdown: la chiave è stata l’accessibilità al prodotto

Il comparto moda abbraccia tanto il brand easy e low cost, quanto il brand alto vendente, dunque si rivolge a consumatori con poteri di acquisto diversi, e immette sul mercato prodotti il cui valore oscilla sia nel prezzo che nell’usabilità. Ma di fronte al lockdown, non hanno avuto importanza prezzo o identità del brand, quanto l’accessibilità al prodotto. Che si tratti di capi di primo prezzo o di capi voluttuari e costosi, gli abiti (e gli accessori moda) sono stati fra i beni più colpiti nel collettivo calo del commercio dopo le restrizioni di circolazione, imposte in maniera alterna da tutti i Paesi. 

Anno del Covid19: il fatturato del comparto moda sollevato dall’eCommerce 

La radiografia del settore fashion nel 2020, a livello globale, è stata scattata nel report The State of Fashion 2021 (curato da The Business of Fashion e McKinsey & Company). Come dicono i numeri, affianco al crollo di vendite in negozio c’è stata l’impennata degli acquisti online (che ha sfiorato il 30% del totale di vendite). 

Ma il documento non si ferma allo stato dell’arte, propone uno sguardo sul 2021 intervistando 320 manager del settore moda. Tutti confermano che le transazioni sugli e-commerce sono quasi raddoppiate quest’anno, e la maggior parte di loro prevede che la strada per rimettere in moto il commercio è avere una strategia sul commercio elettronico, perché il 2020 è stato “lo shift definitivo verso l’online (…) con un balzo in avanti pari a sei anni di crescita ”. 

Quali Paesi hanno avuto più cali di vendita in negozio?

Dunque il commercio al dettaglio online sarà la strada della ripresa per questo comparto fortemente danneggiato. Ma quanto danneggiato? A livello globale il report stima che le vendite in store sono diminuite dal 15 al 30% rispetto al 2019. Il dettaglio geografico mostra l’Europa fra le aree più colpite, seguono gli Stati Uniti. La Cina probabilmente è il Paese meno colpito, essendo quello che ha contenuto e superato prima la pandemia di Covid19 e avendo già ripreso una vita “normale” a livelli pre-pandemia. 


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