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Beni di consumo: i trend “distruptive” Post Covid19

La pandemia da Covid 19 ha accelerato le dinamiche che erano in atto e che stanno ridisegnando i modelli dell’industria dei beni di consumo. Un’analisi dell’azienda di consulenza McKinsey & Company ha individuato diverse tendenze che in modo “distruptive” stanno costringendo i brand a modificare le proprie strategie. L’esigenza dell’industria sarà quella di incanalare i marchi già noti lungo le nuove strade del business e di far crescere molto velocemente i marchi neonati o giovani, anche perché, soprattutto quando si parla di industria di grandi dimensioni, a premere sulla crescita sono gli investitori che chiedono tassi di performance sempre più dinamici, alti e veloci.

L’analisi che riportiamo, però, si adatta bene anche alla piccola e media azienda che può captare questi trend come segnale del cambiamento generale del mercato su cui si affacciano

1. Essere onnipresenti nei canali digitali, ma estremamente precisi nel creare campagne targettizzate

Il marketing digitale è la prima pallottola da sparare con precisione. Tanto le aziende che i consumatori hanno imparato nella pandemia l’importanza della presenza online e della capacità comunicativa che si trasforma in coinvolgimento e in azione (richiedere informazioni, seguire un brand, scaricare un documento, seguire un webinar, spendere per abbonarsi ad un servizio o acquistare un bene di consumo).

Su questo punto apriamo una parentesi che riguarda l’Italia: per McKinsey “il 69% di chi si è rivolto ai canali digitali per la prima volta durante il lockdown continuerà a farlo”. Ma se il mercato online dei beni è già formato, il mercato online dei servizi no: un italiano su quattro “non trova ciò che cerca”. Approfondiremo il tema prossimamente.

2. Stabilire il prezzo giusto. È un asset del marketing da sempre, ma oggi più che mai i consumatori sono sensibili alle variazioni di prezzo

Il 65% dei consumatori europei stabiliscono questo aspetto come fondamentale nelle scelte di acquisto.

3. Monitorare i target generazionali: Millennial e Gen Z. 

I millennial hanno quattro volte più probabilità di evitare l’acquisto di prodotti da grandi marchi alimentari rispetto ai loro genitori. In generale, Millennial e Gen Zen scelgono con probabilità 6 volte maggiori rispetto ai baby boomer brand percepiti come “innovativi”.  

4. Consapevolezza dei consumatori.

I consumatori sono più consapevoli. Ad esempio, nel mercato alimentare, il trend è quello salutistico.

5. Il fascino del piccolo marchio

La quinta tendenza del mercato è la capacità dei piccoli marchi di crescere 4 volte più velocemente rispetto ai marchi grandi e consolidati.

6. Marketplace 

I giganti dell’e-marketplace stanno generando il 65% della crescita delle prime 150 aziende di vendita (b2c)

7. Discount 

Crescono i discount costantemente, ad esempio le insegne Lidl e Aldi, sintomo generale dell’attenzione del consumatore verso il private label e i prodotti non di marca

8. La concorrenza asiatica

Oltre il 50% della crescita globale delle vendite al dettaglio riguarderà le imprese di Cina e India; la stima è fatta sul decennio 2019/2029.

Quali capacità in generale dovranno avere, alla luce di questi trend, le aziende per raggiungere i propri scopi di vendita e crescita?

  • multicanalità e business direct to consumer
  • abilità di data driven marketing
  • implementazione del customer contact 
  • capacità di gestire al meglio un ecommerce
  • automatizzazione del lavoro di backoffice
  • flessibilità nell’allocare i budget in modo dinamico in base alle esigenze e alle analisi di mercato
  • abilità al cambiamento e all’apprendimento di nuove tecnologie

Se hai bisogno di informazioni puoi contattarci, saremo felici di aiutarti.

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